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Un certo monaco era conosciuto in tutto il Tempio per la sua umiltà. Quando si discutevano le falle nel software del clan prendeva sempre su di sé la responsabilità, eppure quando si ricevevano lodi per le meravigliose funzionalità create da lui stesso, dava sempre credito a tutto il team. Infine giunse voce del monaco alla vecchia Jinyu, Badessa di Tutti i Clan e gli Interessi.

“Dunque,” disse al suo abate capo, “questo monaco dice ho fallito di fronte alle sconfitte degli altri, e abbiamo trionfato di fronte alle sue vittorie?”

“Così si dice nel Tempio,” disse l’abate.

“Portalo da me,” comandò Jinyu.

Quando questo fu fatto, Jinyu sorprese tutti i presenti colpendo il monaco con il suo bastone e condannandolo a trenta giorni di duro lavoro nelle miniere dei dati. Dopo che il monaco stordito fu stato portato via l’abate si avvicinò nervosamente a Jinyu per domandare della ragione.

Jinyu colpì l’abate. “Idiota! Pensa all’algoritmo del monaco. Quando dice ho fallito, qual è la verità più probabile?”

“Che gli altri abbiano fallito,” disse l’abate, indietreggiando.

Jinyu lo colpì di nuovo. “E quando il monaco dice abbiamo trionfato, qual è il significato più verosimile?”

“Che la vittoria sia solamente sua,” disse l’abate, trasalendo per il dolore.

L’antica sacerdotessa fece roteare il bastone sopra la testa, così velocemente che l’aria gemette d’angoscia, finché con un rombo tonante non colpì il suolo davanti all’abate terrorizzato. “L’unica cosa degna di merito riguardo questo monaco presuntuoso è che ha saputo padroneggiare l’arte della mappatura uno-a-uno. Nel frattempo, cosa dovrei fare con il resto di voi idioti? Voi vi siete lasciati raggirare da un semplice cifrario sostitutivo che le vostre menti avevano già decodificato.