Many thanks to Hanzík for the Czech translations!

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Caso 127

Cambio di stato

Il giovane maestro Kaimu stava scorrendo la sua casella di posta quando trovò un messaggio di un mittente sconosciuto:

Il mio corpo è brutto, i miei arti strani, il mio viso indecoroso,
dunque nessuno mi guarda e desidera la mia compagnia.
Ho vissuto solo per molti anni.
Il mio cuore è pesante perché non nessuno lo rende leggero,
dunque passo ogni notte scrivendo codice nella solitudine delle mie stanze.
L’alcol e l’oblio del sonno sono la mia unica via di fuga.
La mia anima è in continuo dolore,
dunque la miseria mi segue ovunque vada.
Ogni giorno non è migliore dell’indomani.
La mia mente è rintronata da un impiego inutile,
dunque non ho ottenuto nulla di valore o fama.
Quando morirò, solo polvere rimarrà.
La mia vita è senz’amici, senza gioia, senza speranza, senza scopo.
Quale saggezza puoi offrire?
- - -

Kaimu portò la lettera a Suku, dicendo: “Io sono solo un teorico, e non so nulla della schiavitù della bruttezza. Voi avete perfezionato l’arte della bellezza attraverso il cambiamento incrementale. Quale saggezza potete offrire?”

Suku rispose: “Anch’io soffro le imperfezioni della carne, ma sono nascoste alla vista. Se il corpo è un’applicazione, allora il suo codice sorgente non è modificabile e dobbiamo portare la sua interfaccia utente come faremmo con qualunque sistema antico. Ahimè, non posso rifattorizzarlo.”

Kaimu si inchinò e uscì.

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Kaimu portò la lettera a Bawan, dicendo: “Io sono solo un teorico, e non so nulla del fardello della solitudine. Voi avete perfezionato tutte le rappresentazioni fisiche del Numero più solo. Quale saggezza potete offrire?”

Bawan rispose: “Sono ossessionato dagli zero e dagli uno perché quando guardo oltre il mio schermo vedo scendere le tenebre. Se il cuore è metà di un’equazione che dev’essere bilanciata con un’uguaglianza, allora anch’io mi scontro con la divisione per il nulla. Ahimè, non posso risolvere la tua x se c’è una y sconosciuta.”

Kaimu si inchinò e uscì.

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Kaimu portò la lettera a Yishi-Shing, dicendo: “Io sono solo un teorico, e non so nulla di anime dolorose. Voi avete perfezionato il funzionamento interno delle macchine. Quale saggezza potete offrire?”

Yishi-Shing rispose: “Cos’è una macchina, se non un artefatto il cui scopo è darci un’illusione di controllo, quando in realtà non possiamo controllare neanche il nostro bisogno di fare il respiro successivo? Se l’anima è una macchina, il suo involucro è la più nera delle scatole e la sua tastiera per sempre nascosta alla vista dell’umanità. Ahimè, non posso amministrarla.”

Kaimu si inchinò e uscì.

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Kaimu portò la lettera a Banzen, dicendo: “Io sono solo un teorico, e non so nulla di una vita futile. Voi avete perfezionato l’arte di ottenere la perfezione nel codice. Quale saggezza potete offrire?”

Banzen rispose: “Non scambiare l’ossessione per ambizione, o la reputazione per il risultato! La perfezione è il mio scopo solo perché la sua assenza è il mio dolore. Ma cosa può mai essere perfetto se perfino la teoria dei numeri è incompleta? Cosa può durare se l’Universo stesso è destinato a disfarsi? Ed eccomi: un miserabile sciagurato che non sarà contento finché il suo pennello non si poserà sull’ultima cifra del Pi greco! Se la mente è un frattale da cui infiniti futuri possono fiorire, noi, infine, non siamo che polvere di Cantor. Ahimè, non so dire come creare qualcosa destinato a mutare nel nulla.”

Kaimu si inchinò e uscì.

- - -

Kaimu incontrò il monaco Shinpuru, che potava le sue vigne nella serra. Poiché il monaco era più anziano di lui, Kaimu disse a Shinpuru della lettera. “I maestri sono in disaccordo su questa questione. Quale saggezza puoi offrire?”

Shinpuru rifletté un momento, quindi disse a se stesso:

“Se il corpo non può essere modificato, allora la sua forma dev’essere sufficiente. Se il cuore non può essere completato, allora deve stare solo. Se l’anima non può essere controllata, allora dobbiamo cederle. E se la mente è destinata a essere perduta, allora tutto ciò che conta è il presente.”

Quindi il monaco rifletté ancora un po’, e disse a Kaimu:

“Inizia la tua risposta così: Quando il grande lupo Desiderio tira la tua slitta sul ghiaccio, il suo cucciolo Disappunto si stringerà senza dubbio ai tuoi piedi. Allora dovrai riprendere il controllo...

“Quindi consiglia al tuo corrispondente: Trova nel tuo cuore qualsiasi cosa ti dia gioia, non importa quanto possa sembrare ridicola. Riempi ogni momento possibile con queste piccole gioie. Se possono essere condivise, ancora meglio: vai in posti lontani, incontra persone estranee, ma sta’ attento a non cercarvi dei compagni. Cerca solo di condividere la tua arte con quelli che te lo chiedono. Ogni momento passato diverrà così la tua eredità.”

Shinpuru riprese la sua potatura. “Se cerchiamo di cambiare lo stato interno di un’applicazione ma non possiamo cambiare il suo codice, allora dobbiamo cambiare i suoi input e sperare per il meglio. Non è grazie al capriccio che sono diventato giardiniere! Ahimè, non posso sapere cosa porterà frutti agli altri.”