Many thanks to Hanzík for the Czech translations!

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Caso 133

Lingua morta

La maestra Suku stava viaggiando con tre novizi nelle montagne innevate, sulla strada verso un tempio distante. Il sentiero si inerpicava vertiginosamente sulla parete di un grande dirupo e, mentre il cielo si scuriva, contemplavano la lunga notte davanti a loro e iniziavano a cercare un posto che potesse offrire un rifugio dal vento.

Infine il gruppo giunse a una profonda fessura nella parete rocciosa, larga appena il necessario perché ciascuno potesse infilarvisi. Si apriva in una cava stretta, ma quando Suku accese la sua lanterna i viaggiatori scoprirono di non essere soli. Un corpo, antico ma ben preservato dal freddo senza fine, sedeva rannicchiato in fondo. Una mano mummificata stringeva una pietra, e il muro inclinato dall’altro lato era coperto di graffi profondi e poco famigliari.

“Cosa vedete?” chiese Suku agli altri.

“Segni” disse il primo novizio “fatti dalla pietra.”

“Parole” disse il secondo “incise dal morto.”

“Un messaggio” disse il terzo “che non aspetta risposta.”

Suku scosse la testa mentre rovistava le tasche della sua giacca da viaggio. “Un’ultima richiesta, fatta per noi.”

“Potete comprendere le lettere?” chiese il primo novizio.

“No” disse Suku, estraendo il suo cellulare. Puntò la fotocamera ai graffi. “Ma ho estratto cartelle di sorgente da molte strane terre. Nonostante la forma sia diversa di luogo in luogo, posso ancora capire quando qualcosa urla LEGGIMI*.”

* Nell’originale “README”, il nome dato ai file che contengono le istruzioni per usare un software/libreria.
Topics...  README, communication