Many thanks to Hanzík for the Czech translations!

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Una mattina di mezzo inverno, quando il fiume di login degli utenti era rallentato fino a ghiacciarsi e la montagna era calma sotto la sua coltre di neve, il maestro Yishi-Shing lasciò i suoi server nelle mani di dieci monaci capaci e uscì per ispezionare lo stato di un’abbazia lontana.

Arrivando, trovò un’inaspettata concitazione. Gravi difetti affliggevano il software dell’abbazia. Le attività degli utenti causavano piccoli errori nel database; questi errori erano ingigantiti da successive azioni degli utenti, corrompendo tabelle molto importanti. I monaci studiavano file di log, eseguivano script riparativi d’emergenza, discutevano davanti alle lavagne, martellavano i tasti alle loro postazioni di lavoro. Patch disperate venivano rilasciate a un ritmo frenetico, causando ulteriori disastri.

“E il testing?” chiese Yishi-Shing.

“Non c’è tempo! Non c’è personale! Non c’è denaro!” disse l’abate, che strinse le cinghie dei suoi pattini e partì verso il fondo della sala per rispondere al suono di una campana d’allarme.

Yishi-Shing tornò al suo tempio, perso nei propri pensieri.

“Come sta l’abbazia?” chiesero i monaci del Clan delle Ossa di Ferro.

“Non ho visto alcuna abbazia,” disse Yishi-Shing. “Solo un campo di terra dura e fredda dove i monaci scavano solchi con le unghie, mentre i buoi marciano dietro di loro e li pungolano con gli aratri.”

“Ma almeno i server sono in ordine?” chiese uno dei monaci.

Disse Yishi-Shing: “Non i server; i maestri.”