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Il maestro Java Bawan e un giovane monaco sotto la sua responsabilità camminavano lungo una strada, quando incontrarono un emissario dell’Imperatore.

Dopo lo scambio dei soliti saluti, l’emissario si girò verso Bawan e con disdegno chiese, “Perché il vostro monaco non si cura nel rispetto degli editti imperiali sull’abbigliamento dei lavoratori? La sua faccia non è rasata, le sue scarpe sono imperdonabilmente sgargianti, e i suoi abiti sono fatti di cotone a buon mercato con uno slogan umoristico che adorna la schiena. Questo è estremamente irrispettoso nei vostri confronti! Perché lo tollerate?”

Con voce fiera, Bawan rispose, “Questo non è un umile spostatore di pietruzze impiegato in una casa contabile, né qualche scriba di decimo grado nella Grande Burocrazia! Questo è un monaco del Tempio del Gong d'Ottone del Mattino, che pratica le gloriose arti del Java, del C e del PHP; del Python e del Perl; Bourne shell e Korn shell; SQL, JPL, XML, CSS3 e anche Javascript. Può—con il mero movimento delle sue dita su una tastiera—dare luce a interi siti Web, quando i cavalli e le armature in dotazione ai reggimenti più maestosi dell’Imperatore possono essere acquistati con la spedizione garantita in due giorni. Ha dimostrato competenza sia nel debugging che nel re-bugging: lo yin e lo yang attorno ai quali gira tutto il benedetto commercio! Lui e i suoi compagni non possono essere e non saranno limitati dalle idee banali della nostra generazione riguardo l’igiene personale. I monaci del suo Tempio sono una razza a parte!”

Così umiliato, l’emissario si inchinò freddamente e continuò per la sua strada.

Quando l’uomo non fu più a portata d’orecchio, il giovane monaco sorrise a Bawan, dicendo, “Quell’emissario era quasi sicuramente un idiota, giacché aveva bisogno che certe cose gli fossero spiegate oggi, in quest’era.”

Bawan lanciò un’occhiata al mento ispido e all’abbigliamento irriverente del monaco. Senza avvertimento il maestro fece roteare il bastone, colpendo con forza il monaco dietro il cranio e uccidendolo sul colpo.

“Anch’io sono una razza a parte,” disse Bawan pensieroso.