Many thanks to Hanzík for the Czech translations!

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Caso 139

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Erano passate molte settimane da quando la maestra Suku e i suoi tre novizi erano partiti dal Tempio del Gong d'Ottone del Mattino e si erano avventurati per le imponenti montagne verso occidente. I primi tiepidi venti primaverili salutarono il gruppo mentre arrivava al Tempio della Moneta Lanciata, i cui monaci costruivano siti web con supporto ai social media per dei ricchi mercanti della loro provincia. Qui, Suku insegnava l’arte di scrivere codice manutenibile, e come ricompensa la Moneta Lanciata condivideva le segrete ricchezze delle loro tecnologie.

Uno dei due monaci novizi sotto la guida di Suku osservò che i monaci della Moneta Lanciata si attenevano strettamente alle sue parole, trattandolo con il riguardo di cui si potrebbe rivestire un dignitario in visita. Ma quando le stesse parole erano dette da Suku, i monaci della Moneta Lanciata sollevavano le sopracciglia con fare scettico o abbassavano lo sguardo per giocare coi cellulari o i tablet. Facevano lo stesso quando parlava la monaca novizia.

Fu allora che il monaco novizio si accorse della quasi totale assenza di donne dal Tempio della Moneta Lanciata. Poteva spiare solo alcune monache mentre con lo sguardo vagava nell’aula delle lezioni. Tutte sembravano di basso rango e non facevano domande.

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Durante la colazione della mattina seguente il monaco novizio si sedette vicino uno degli abati anziani.

“Perché in questo tempio ci sono così poche donne?” chiese il monaco novizio.

“Perché molto poche donne richiedono di essere ammesse, ormai” rispose l’abate.

“E perché?” chiese il monaco novizio.

“Perché è risaputo che la maggior parte delle ragazze non soddisfa i nostri standard rigorosi” rispose l’abate.

“E perché?” chiese il monaco novizio.

“Perché la produttività richiede armonia, e molte candidate si inseriscono male nella nostra cultura” rispose l’abate. “In verità, la maggior parte ha sprecato il tempo che abbiamo speso per loro lasciandoci poco dopo il loro arrivo.”

“E perché?” chiese il monaco novizio.

“Perché non erano felici qui, e non lavoravano bene con i monaci” rispose l’abate.

“E perché?” chiese il monaco novizio.

“Perché come molti altri grandi tempi, la cultura di questo tempio è quella di un maschio: dura e rude, crudele e cruda, nel lavoro e nel risposo” rispose l’abate.

“E perché?” chiese il monaco novizio.

“Perché in questo tempio ci sono così poche donne” rispose l’abate.